mercoledì 22 settembre 2010

IN REL_AZIONE

entrare in relazione col mondo. questo ciò che voglio. sciogliendo tutte le tensioni e rompendo, con il ticchettìo di un'unghia, la lastra che mi separa da esso. valicare il sottilissimo confine che separa ciò che sento di voler fare dal farlo davvero. vivere. con tutte le conseguenze del caso. esserci. col corpo col cuore e con le parole. esserci di bacino. lasciarmi permeare da dolori e gioie. non risparmiarmi. lasciare che altri entrino nella mia claustrofobica boccia. guizzare in quelle altrui, saltando ed ossigenandomi. senza riserve. senza paura di essere invasa. senza il terrore di disintegrarmi. allargare le maglie della mia meravigliosa gabbia, mantenendo la forza ma aumentando l'autenticità. sono sopravvissuta fin'ora, perchè non goderne i frutti? vivere. senza misure di valore. senza stare nel fare per essere amata. vivere come ho sempre fatto dentro di me. tirarmi fuori.

giovedì 29 luglio 2010

I SOGNI DI GATTO

osservavo Gatto. lo osservavo mentre dormiva. e sognava. veloci immagini sembravano riempire quel suo sonno, in altri momenti così placido. chissà come sogna gatto. chissà quali immagini lo impegnano in espressioni contrite o spaventate. le immagini che popolano la mia mente sono incoerenti e colorate. si accavallano, fagocitandosi l'un l'altra. sono immagini di desideri, di dubbi e di rimpianti, tutte insieme. mi sforzo di non perseverare nell'errore dell'assolutizzazione delle esperienze e degli eventi. scaccio i pensieri definitivi. quelli che, pesanti come macigni, ti lasciano immobile, incapace di ogni movimento vitale. quegli stessi pensieri che a volte si mostrano leggeri e fastidiosi come mosche che ronzano e ronzano, distraendomi da me stessa. allora io ballo. ballo e brindo.
adieu, mosche...

domenica 11 luglio 2010

GODI_MENTI

mi piace essere accarezzata e presa in giro. adoro essere e potermi mostrare forte e fragile. anelo attimi rubati e godo delle (in)terminabili ore di complicità e vicinanza. mi piace quando al mattino mi chiede il caffè con voce incerta e un pò impastata. sorrido alle sue sporadiche assenze. amo il suo canto quando, all'apice del piacere, muore su di me. resto incantata ad osservare i suoi occhi che guardano la Bellezza, la cercano e la riconoscono quasi ovunque. mi lascio trascinare all'accendersi dell'entusiasmo nei suoi occhi quando vuol dar vita ad un'idea estemporanea. mi piacciono anche le sue incertezze e le sue titubanze, e il modo, un pò bambino, che ha di andare un attimo in apnea prima di dirmi qualcosa che lo imbarazza. lascio che tutto questo piacere viva in me come la risacca del mare, che si propone e si ritrae all'infinito. lascio che esso si celi al mio sguardo_talvolta_ e che magicamente ricompaia, sorprendendomi..

mercoledì 7 luglio 2010

segni&disegni

che stronza! mi sono boicottata da sola.. domande evitabili e risposte inquietantemente sovrapponibili a traumi male cicatrizzati. allora il problema è davvero il mio. il caso non c'entra fottutamente niente! e così mi sono sentita calpestata ed annientata, di nuovo. ma solo per un battito di ciglia. ora non più. e vabbè, cosa posso farci... non saprei comunque essere in nessun altro modo.. allora rido delle mie disavventure, e piccole ferite di giustappongono a tutte le altre. le cicatrici, tanto, rendono più interessanti (o no?) e aiutano la memoria.segni su di un corpo che incassa, sente il dolore, ma si rigenera. su un corpo vivo.

venerdì 18 giugno 2010

MEMORIE & FALLACI PENSIERI

DA QUALCHE GIORNO LA MIA MENTE è RIMASTA INCASTRATA IN PENSIERI CHE FURONO.. DI NUOVO PENSO & PARLO IN SOLITUDINE... I RICORDI RITORNANO, VIVIDI. I PROFUMI LI SCATENANO E I LUOGHI SEMBRANO ESSERSI ACCORPATI IN NUOVE GEOGRAFIE PER IL PURO GUSTO DI RIATTIVARMI MEMORIE ANTICHE. LONTANO E VICINO. E IL TEMPO, CHE DAVVERO NON ESISTE, SI MUOVE CONTINUAMENTE IN FIGURE CALEIDOSCOPICHE.CONTRAZIONI E DILATAZIONI. è STATO TANTO, TANTO TEMPO FA, MOLTO PIù DI QUANTO NON CREDESSI.. QUANTO FACILMENTE CI SI ABITUA A COSE PROCURANO SOLO DOLORE.. NOSTALGIA DI CIò CHE GIà NON ERA.

venerdì 4 giugno 2010

UN GIORNO TI SVEGLI E TI ACCORGI CHE SAI CORRERE SUI TACCHI

TIMIDAMENTE VIVO. SPERIMENTO. E MI PIACE. LUI MI PIACE. NON CREDEVO SAREBBE STATO POSSIBILE. SPERIMENTO NUOVE VERSIONI DI ME STESSA IN NUOVE REALTA'. IL BUIO MI SEMBRA ORA MOLTO LONTANO. SONO STATA BRAVA. PROPRIO BRAVA, Sì. TENGO ANCORA IL CONTO, MA "IL TEMPO NON ESISTE" E ALLORA VIVO STRANE SOVRAPPOSIZIONI DI SPAZI E TERMINI E CORPI. CERTO, UN PO' DI PAURA MI ACCOMPAGNA ANCORA, MA ORA LA PAURA FA SOLO IN MODO CHE IO MI PROTEGGA, NON CHE MI CONGELI. DESIDERO DI NUOVO. E_PORCA PUTTANA_SE SONO BELLA!
INSOMMA, UN GIORNO TI SVEGLI E TI ACCORGI CHE RIESCI A CORRERE SUI TACCHI!!!

giovedì 20 maggio 2010

CERTIFICATO DI SANA E ROBUSTA COSTITUZIONE

gibbonamente pucci pucci. e la mia rabbia infiamma. ma solo per un pò. poi affiora un sorriso. per me. mi burlo della mia arroganza e dell'invidia malcelata. ma in fondo è tutto così lontano da me. pochi respiri ancora e il sorriso si rafforza. per te, stavolta. sei felice? ti immagino felice. ti immagino vivere un amore. ti immagino viverne uno che io non comprenderei , tutto puccipuccibumbumbum. con una persona che mi farebbe impazzire dopo i primi 5 minuti.. ti immagino felice, ed è così che voglio continuare ad immaginarti. ora io so amare. a prescindere dall'oggetto d'amore. e questo anche grazie a te. ma ora so anche essere felice. so amarmi. mi nutro di bellezza e di tutto ciò che mi sfiora, di volta in volta. sento il mio torace così ampio, oggi. sento di poter far dei respiri che riempiono ogni angolo della mia persona. oggi sono capace di affrontare tutto, senza farmi annientare. senza confondermi con te. ho riacquistato i miei confini e le mie caviglie sono diventate in grado di sorreggermi. ora le mie caviglie VOGLIONO sorreggermi, e lo fanno respirando e sorridendo. mi protendo verso il mondo. capace finalmente di succhiarlo e di sentirne il sapore. ricevo e do. come in una danza giapponese, molto femminile. sono armoniosa e alla ricerca di armonia. non voglio più farmi alcun male.

lunedì 10 maggio 2010

Ri_Conciliazione

ed è passato il primo bimestre. non ho atteso i due anni, infine. non che non volessi, ma non ne ho avuto la possibilità. le maniche si accorciano e finalmente non lasciano quasi intravedere più alcun segno. le albe e i tramonti si avvicendano immersi in dolcezze che ancora non riesco a comprendere, forse perchè ne ho paura. il regno di morfeo continua a parlarmi di Te, ma al risveglio sono ancora io, integrata e forte come sto cercando di essere. ora il mio corpo mi parla di me. non più di te. mi dice che i miei piedi sono come radici che penetrano a fondo nel terreno e che la mia schiena, con la testa poggiata in cima, si protende dove l'aria è pulita e riesce a nutrirmi. i miei fianchi si muovono liberi, lontani dal tuo ricordo e lo sguardo è puntato quasi sempre in avanti. sono bella ora. molto più bella, e il mondo mi rispecchia questa bellezza e la amplifica. mi chiedesti, in un tempo lontano, se mi volevo bene. credo di volermene. ora. da quando non ci sei più. prendo ciò che mi nutre, che è in grado di nutrirmi davvero, e null'altro. scivolo come l'acqua, muto di forma e vario la velocita, in labirinti di tubature in cristallo a cielo aperto. non c'è nulla che non possa fare, nulla che io non voglia provare. in divenire. continuo. ve_ro. non come quello cupo e senza senso a cui mi avevi abituata. non sono un derviscio, certo. non ancora. ma tutto nella mia mente e nel mio petto ha preso la giusta dimensione, nonostante il mondo delle co_incideze pare si sia prepotentemente organizzato per far involvere il mio pensiero. non mi faccio più fregare. 
e il jazz palpita.

giovedì 22 aprile 2010

di tanto in tanto mi reco in questo posto per avere l'illusione di parlare con te. perchè a parlare da soli o a Gatto, alla lunga si diventa patetici.TU. solo tu sarai TU. LUI non sarà mai TU. anche se afferma di avere le mani palmate... di te qualche ricordo. tutto quello che è stato, solo per conservare qualche ricordo? pare di sì. di te mi resta qualche termine, qualche modo di dire, qualche abitudine, e come non far rimanere attaccato alle mani l'odore della cipolla quando cucino. il tutto sempre nella strana commistione, quella strana sensazione che ho sempre avuto di non sapere con esattezza quello che appartiene a me e quello che invece mi viene da te. di me a te? se te lo chiedessi non credo sapresti rispondermi. ma in ogni caso, non vorresti rispondermi comunque. ieri ho seguito una ragazza, in uno stato completamente delirante. sembrava proprio lei. quale delle LEI? quella con la quale mi hai sempre fusa e confusa. a quale scopo l'ho fatto? non saprei dirlo. forse non c'era alcuno scopo. ed è proprio questo ciò che più mi ha spaventata.. il perdere il controllo delle mie azioni. non è la prima volta. questo mi viene da te, lo so, ma quello che non so è se in realtà appartenga a me o meno. vanaeggiamenti. continui, sporadici, spariranno infine. Strega mi dice che devo ancora elaborare. non so se voglio farlo. elaborare la tua perdita sarebbe ammettere che ti ho perso per sempre. per la prima volta sento davvero che è così. ma non mi va proprio di ammetterlo. DOLOROSAMENTE TUA. (il sogno fu profetico). WHERE THE WILDE ROSES GROW. 
saluti e baci.

sabato 3 aprile 2010

PRIMAVERA TRISTE

ci sono dei giorni in cui sembra vada tutto bene. giorni in cui il tuo pensiero è lontano. giorni baciati dal sole, direi. la vita prova ad andare avanti ed io a reinventarmi un pò. ma nelle mie nuove costruzioni spuntano sempre fuori le mie vecchie cicatrici, quelle che tu hai intagliato con tanta cura sulla mia pelle, nella mia carne. non avrei mai voluto conoscerti, dicevo. non posso nemmeno pensare che avrei potuto non conoscerti mai, pensavo. ora... ora credo che l'averti conosciuto non ha avuto nessun significato, non ha aggiunto o tolto nulla alla mia esistenza. ora, per la prima volta, so che questo distacco è per sempre. mai più quello stato di grazia. quell'amore incondizionato. neppure più il piacere. per la prima volta sento il disgusto, e una sensazione di sporcizia. non so nemmeno più per quale motivo specifico. non l'avevo mai provato prima, non nei tuoi confronti, nonostante tutto. ed è così che con distacco la tua figura mi appare sempre più piccola e attraverso un velo sempre più lattiginoso. ed è così che ti stramaledico per avermi lasciata monca e con davvero troppo poco da poter dare a qualcun'altro. ed è così che la sera, a volte, mi addormento con le guance bagnate, sussurrando "amore mio"..

martedì 9 marzo 2010

NON C'è TORTO O RAGIONE: è IL NATURALE PROCESSO DI ELIMINAZIONE

Lei è qua, falsità come, radioattività
Che mentre c'è da osare
Uccide lo spettacolo carnale
E l'anima brucia più di quanto illumini
Ma è un addestramento mentre attendo

Che io m'accorga che so respirare
Che sei il mio sovversivo
Mio sovversivo amore
Non c'è torto o ragione
E' il naturale processo di eliminazione

Forse se, forse se, porta ad esitare
Io vengo dall'errore, uno solo
Del tutto inadatto al volo
E anche se vedo il buio, così chiaramente
Io penso la bugia affascinante

E non mi accorgo che so respirare
Che sei il mio sovversivo
Mio sovversivo amore
Non c'è torto o ragione
E' il naturale processo di eliminazione

Lei è qua, lei è qua come, radioattività
Che mentre c'è da osare,
Uccide lo spettacolo carnale
Cinque pianeti, tutti nel tuo segno
Il fallimento è un grembo e io ti attendo

Mentre ti scordi che puoi respirare
Che sono il sovversivo
Tuo sovversivo amore
Non c'è torto o ragione
E' il naturale processo di eliminazione 






NON C'è NIENTE CHE SIA PER SEMPRE.
ALZARSI AL MATTINO. NUTRIRSI. O ANCHE NO. ANDARE A LAVORO O DISDIRE TUTTI GLI APPUNTAMENTI DELLA SETTIMANA. TANTO è TUTTO UGUALE. TANTO NON C'è SAPORE. MI DISPIACE, MA PER UN Pò DISDICO LA VITA. PERCHè? PERCHè SONO UN Pò TRISTE. PERCHè TUTTO SI è DISINTEGRATO ATTORNO A ME. PERCHè NON HO PIù UN PASSATO. NON UNO VERO, QUANTOMENO. PERCHè NON HO DI CERTO UN FUTURO. NON VOGLIO ESSERE FELICE. NON VOGLIO ESSERTI AMICA. NON VOGLIO PIù, MAI PIù TAPPARE I TUOI STRAMALEDETTI BUCHI ESISTENZIALI DEL CAZZO. COME UN CHEWINGUM STRAMASTICATO E SPUTATO VIA QUANDO NON HA PIù SAPORE. TI BASTA ESSERE ATTRATTO DA VETRINE COLORATE PIENE DI CARAMELLE. ED IN GIRO CI SONO DAVVERO TANTI NEGOZI. VECCHI E GIà PIù VOLTE VISITATI. NUOVI APPENA INAUGURATI. O DI PROSSIMA APERTURA, CON UN CARTELLO IN BELLA VISTA PIENO DI DOLCI PROMESSE. MAI PIù IO&TE. IN NESSUN MODO. IN NESSUN SENSO. IL PENSIERO MI CONTORCE LO STOMACO  CHE BUTTA FUORI SCORIE E BUDELLA. èSTATOTUTTOUN'ENORMEBUGIA. IPOCRITA TU. CRETINA IO. QUANTE BUGIE TI DICI. "IO VENDO ILLUSIONI, LE VENDO ANCHE A ME", DISSI. TU FAI LO STESSO. E CAZZO! CONTINUO ANCORA A GIUSTIFICARTI.. CADAVERE, CONTINUO A FARTI SCUDO COL MIO CORPO DA PALLOTTOLE  CHE COMUNQUE NON TI SCALFIREBBERO. IO VOGLIO SOLO DORMIRE. PER SEMPRE.

lunedì 1 marzo 2010

Io vendo illusioni. Le vendo anche a me.


Proprio mentre avrei smesso d'aspettarti come s'aspettano le consuetudini avresti spalancato la finestra serrata sulla mia vita. Lo credevo. Quel pensiero si faceva strada dove non c'era nemmeno la ghiaia per un sentiero. Hai una strana dolcezza nella sfrontatezza che ostenti sui virtuali fogli. Lì, proprio lì dove non arriva nemmeno un raggio di luna hai aperto cautamente la porta al sole. E io qui, nell'ombra, aspetto.
Lentamente si allontanano due corpi straziati, lacerati da una vita fatta di battaglie aperte e perse; deludenti aspettative mirate a trattenerci tra i perdenti pensieri sparsi, persi in questa mente. Io impazzisco cercando tempo al tempo. Ti ricordo. E perdo ancora. Quello che il tempo ci indica... quanta noia, quanta resistenza alla libertà; un mondo, il nostro, regolato dalla costante. Regolato da modalità oppressive, catene, logorii sentiti nel profondo, vincoli. Vincoli posti da noi e vissuti come assoluti.



Maya, hai iniziato il nuovo anno prima di capodanno.
Maya, hai lasciato senza mai allontanarti.
Maya, hai saputo di essere orfana dai tuoi stessi genitori.
Maya, hai imparato prima ancora di prendere lezioni.
Maya, hai pronunciato la promessa di matrimonio senza sposarti.
Maya, hai pagato i tuoi debiti senza sganciare ancora un soldo.
Maya, smettila di perdere ciò che non hai.
Maya, ami una persona solo perché ti è sconosciuta e invisibile.
Maya, lo sai a memoria eppure continui a sbagliare ancora e ancora.

venerdì 26 febbraio 2010

torna. torna sempre.





Old Mister Johnson had troubles of his own
He had a yellow cat which wouldn't leave its home;
He tried and he tried to give the cat away,
He gave it to a man goin' far, far away.
But the cat came back the very next day,
The cat came back, we thought he was a goner
But the cat came back; it just couldn't stay away.
Away, away, yea, yea, yea

The man around the corner swore he'd kill the cat on sight,
He loaded up his shotgun with nails and dynamite;
He waited and he waited for the cat to come around,
Ninety seven pieces of the man is all they found.

He gave it to a little boy with a dollar note,
Told him for to take it up the river in a boat;
They tied a rope around its neck, it must have weighed a pound
Now they drag the river for a little boy that's drowned.

He gave it to a man going up in a balloon,
He told him for to take it to the man in the moon;
The balloon came down about ninety miles away,
Where he is now, well I dare not say.

He gave it to a man going way out West,
Told him for to take it to the one he loved the best;
First the train hit the curve, then it jumped the rail,
Not a soul was left behind to tell the gruesome tale.

The cat it had some company one night out in the yard,
Someone threw a boot-jack, and they threw it mighty hard;
It caught the cat behind the ear, she thought it rather slight,
When along came a brick-bat and knocked the cat out of sight

Away across the ocean they did send the cat at last,
Vessel only out a day and making water fast;
People all began to pray, the boat began to toss,
A great big gust of wind came by and every soul was lost.

On a telegraph wire, sparrows sitting in a bunch,
The cat was feeling hungry, thought she'd like 'em for a lunch;
Climbing softly up the pole, and when she reached the top,
Put her foot upon the electric wire, which tied her in a knot.

The cat was a possessor of a family of its own,
With seven little kittens till there came a cyclone;
Blew the houses all apart and tossed the cat around,
The air was full of kittens, and not a one was ever found.

The atom bomb fell just the other day,
The H-Bomb fell in the very same way;
Russia went, England went, and then the U.S.A.
The human race was finished without a chance to pray.



martedì 9 febbraio 2010

NOTO E AN_NOTO

nel bel mezzo di volute di morbido e carezzevole fumo. parole che si legano amorevoli tra loro, in un amplesso di menti ed animi. come spirali di dna, triplette che acquisiscono senso l'una dall'altra ed insieme si compongono in essenza metafisica e corporea. nei pensieri il senso di tutto ciò, nell'anelito e nel bisogno la controparte oscura e malevola. e la fame che cresce nel petto con splendide sensazioni dolorosamente meravigliose. il desiderio_bisogno di possedere e di essere posseduti che diviene totalizzante e prepotente. un gioco di specchi infinito nel quale si perde l'identità, inconsapevolmente consapevoli, ma non si può fare altro. le parole. l'amore. l'indefinibilità del tempo, l'inutilità dello spazio. in una bolla, frammenti gravitanti appartenenti a due esseri, o forse ad uno solo, non si sa più, che insieme danzano in armoniosi intrecci. la scoperta. la continua scoperta di sè nell'altro.

venerdì 5 febbraio 2010

IO SONO UNA PERA

io sono una pera. lo sono sempre stata. lo sarò per sempre, nonostante tutto. La Cartomante mi ha detto che sono carica ed armoniosa, che ho gli occhi pieni di energia, ma che è tutta ritirata all'interno. ha detto che si vede tutto il mio dolore. ha detto che ho il permesso di essere maleducata ed imperfetta. ha detto che devo lasciarmi vivere dal corpo. il mio corpo. per me è sempre stato solo un avatar, un vestito da indossare solo talvolta. io non sono il mio corpo. il mio corpo è non_me. e invece no. è tutto sbagliato e devo capovolgere l'arcano. come il matto che se lo metti sottosopra sembra diritto e invece non lo è. ho sempre vissuto nell'illusione. ora ho la possibilità di affacciarmi alla realtà e incarnarmi in essa. Io. in volute di fumo e di pro_fumo. il viaggio è iniziato e non voglio perdermene nessun dettaglio. non so come mi scoprirò alla fine, ma devo farlo. è ora. sono ancora scissa, ora.
amazzone d'acciaio o ninfa di porcellana, a chi importa? questa notte, come tutte le notti, saremo in due su quel cuscino, raccoglieremo i pensieri e li porgeremo a lui. penseremo sia un desiderio e invece più probabilmente staremo lì a raccontargli soltanto la nostra storia. quelle parole in chiaroscuro e sempre in lotta tra loro si mischieranno con il vento e con la pioggia che batte sui vetri e che sghignazza divertendosi delle nostre stupide illusioni! E le costruzioni perfette del nostro immaginario? Scivoleranno come sempre tra i rivoli di un'eco farcita di nulla!
io sono una pera. a volte sono metà pera. forse diventerò una pera tuttaintera. forse diventerò più succosa e fragrante. ma io sono una pera. e non diventerò mai nessun altro frutto.

martedì 2 febbraio 2010

E' bello tacere insieme,
Più bello, ridere insieme, -
Sotto il lenzuolo di seta del cielo,
Appoggiati al muschio e al faggio
Ridere bene e forte con gli amici
Scoprendo i denti bianchi.

Se ho fatto bene, meglio tacere;
Se ho fatto male - meglio ridere
E fare sempre peggio,
Fare peggio, rider peggio,
Sinché non scenderemo nella fossa.
Amici! Sì! Così deve andare?
Amen! E arrivederci!

F.N.

lunedì 18 gennaio 2010

impressionante che riesca a leggere nelle mie più recondite fantasie...

mercoledì 6 gennaio 2010

PIPI' ATTORNO AL CONFINE - ovvero MOMENTO & MEMENTO

è l'idea del possesso che fotte la gente. l'importante, per molti, è il ribadire il proprio possesso di un bene. nulla più. poi, di come lo si tratti, quel bene, è un qualcosa che non interessa. si affannano, si impegnano per pisciare attorno ai confini di un'idea, di una persona, e, una volta urinato per bene.... lasciano che le erbacce invadano il campo... senza più curarsene.
Si può non avere alcuna parola da dire? E' un facile e comodo alibi dire che non si hanno pensieri? A volte ho usato questo alibi per non dire nulla che mi passasse nei pensieri, per sospendere il tempo in attesa di altro migliore. Un atteggiamento da pavido, da incapace di essere e dire quel che è. Invero ora non ho pensieri che valgano il tempo di essere esplicitati, una tabula rasa sbiadita e arida. Come se fossero tutti chiusi in un cassetto, temporaneamente in attesa di migliori tempi. Non ho pensieri dicibili.

Forse indicibili.

l'epoca di candy candy e di tutta la stramaledetta compagnia di crocerossine è finita da un pezzo! sono sotterrate tutte sotto strati e strati di sputi biliari accolti come tanti sorrisi di teschi sdentati!! e la merda solidificata non è sempre concime (dai daimanti nascono i fior!), ma spesso crea muri invalicabili di scorie e ammassi sanguinolenti che solo perchè formati da materia organica, non è detto che significhino poi un granchè.

ci si riconosce nel sentire altrui, ma anche nell'altrui fallimento e nell'altrui miseria. mattoncini di merda che si ammassano indefinitamente gli uni agli altri.
fanculo al possesso, dunque! come è facile confondere l'idea dell'incontrarsi (continuativamente) con quella del tenersi..
fanculo al possesso, fanculo anche all'incontrarsi, fanculo al tenersi.... mi sono strasfracellata i coglioni!

domenica 27 dicembre 2009

LETTERA APERTA

a chi, corroso da inutili gelosie, cerca di sporcare, in modi gretti e bassi, rapporti di cui in realtà non conosce nulla. a chi, con interventi da quattro soldi, getta fango su ciò che non capisce, o che non vuole capire. a chi cerca complicità basandola su stupido livore, cercando di screditare chi gli è scomodo, solo per trovare punti in comune con chi vorrebbe (ri)portare a sè. a chi non riesce ad uscire dalle proprie ossessioni, e ne incolpa gli altri. a chi fa finta di comprendere, di essere e di pretendere, senza poi avere i coglioni di comprendere, essere e pretendere davvero. a chi continua ad annegare nella melma che produce. a chi non si mette in discussione, ma preferisce puntare il dito sugli altri, irridendoli e giudicandoli. a chi fondamentalmente mi fa solo una gran pena. a te, e solo a te, dedico un grande ed ironico prrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrr!!!!
FACITV' E CAZZ' VUOST!!!!!
AHAHAHAHAHAHAHAHHAHAHAHAHAHHAHAHAHAHAHAHHAHAHAHAHHAHAHAHHAHAHAHHAHAHHAHAHHAHAHAHHAHAH!!!! e ancora AHAHAHHAHAHAHAHAHAHHAHAHA!