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venerdì 5 dicembre 2008

I'm trapped inside


Esistono delle trappole in cui più la povera preda si divincola, più ne rimane imbrigliata.
E' quello che ho fatto io fino ad ora, senza rendermene conto, o forse pur sapendolo. Ho continuato a divincolarmi con un cappio attorno al collo: ad ogni mio movimento sentivo le corde stringersi sempre più e soffocarmi. Il dolore era l'unica prova dei miei movimenti. Il dolore mi faceva sentire viva. Ora sto provando ad agire in modo diverso. Non a rimanere immobile (questo era il piano B miseramente fallito), ma solo a lasciarmi andare al flusso. E' forse questa la via. Lascio aperta me stessa a tutto. Sono solo una porta. Entrate e uscite a vostro piacimento, forza! Non c'è nessun biglietto da pagare! Anche io entro ed esco da me stessa senza impegno.Anche il mio TIZIO, il mostro che vive dentro di me, accudito da me, lo fa. Accetto. - IO SONO LA PORTA INTROVATA -
Mi lascio andare, dunque. E che tutto faccia ciò che deve. Cosa c'è meglio di Mozart per questo?





Rondò Veneziano - Mozart