e così te ne sei andato. così come sei venuto. proprio allo stesso modo. con poche parole. incisive. parole come proiettili esplosivi. con molte parole ho risposto io. parole sgraziate. parole deboli. tutte inutili. o forse non del tutto. forse sono almeno servite a coprire il rumore dell'esplosione. poi, il silenzio. questo silenzio inizialmente riempito artificialmente da me e in seguito ascoltato, subìto. un silenzio che oggi diventa tagliente. un silenzio che oggi sento come asfissiante. mercoledì 10 giugno 2009
aspettando godot
e così te ne sei andato. così come sei venuto. proprio allo stesso modo. con poche parole. incisive. parole come proiettili esplosivi. con molte parole ho risposto io. parole sgraziate. parole deboli. tutte inutili. o forse non del tutto. forse sono almeno servite a coprire il rumore dell'esplosione. poi, il silenzio. questo silenzio inizialmente riempito artificialmente da me e in seguito ascoltato, subìto. un silenzio che oggi diventa tagliente. un silenzio che oggi sento come asfissiante. domenica 31 maggio 2009
la fine del mondo
con il passare del tempo sono sempre meno le cose in cui si ha fiduacia. come succede per i denti. a forza di strofinarci sopra si consumano. non è che si diventi cinici, e nemmeno scettici, semplicemente ci si consuma.
allora ho pensato di vivere dentro me stessa. in una città ideale dove la gente vive senza ombra e senza sentimenti, circondata da un muro, al riparo da qualcunque emozione. perchè la perfezione è pensabile solo senza emozioni. e la mia è una città perfetta.
c'è il muro di cinta. solo gli uccelli possono scavalcarlo. tra un mattone e l'altro non c'è cemento. non ce n'è bisogno. i mattoni combaciano perfettamente. non ci passerebbe nemmeno un capello. nessuno può danneggiare questa muraglia. nè scalarla. perchè è perfetta. da qui nessuno può uscire. all'inizio è dura, ma bisogna avere pazienza. dopo verrà la salvezza. devo solo attendere che la mia ombra, recisa da me ,ultimo legame con le mie passioni, muoia. allora non conoscerò più l'angoscia nè il dolore. sparirà tutto. anche il senso del provvisorio non significherà più nulla. devo dimenticare la mia ombra, portatrice del mio cuore, della mia umanità. qui è la fine del mondo, da qui non si va da nessna parte.
questa città è nata dal nulla. è stata partorita dall'assenza. il vuoto generatore.
ricordo che in una calda sera d'estate, non molto tempo fa, non c'era nessuno ad abbracciarmi. se non c'è l'amore, ho pensato, il mondo è come se non esistesse. un mondo senza amore è come un vento che soffia fuori dalla finestra. non lo si può sentire sulle mani, non se ne percepisce l'odore. puoi comperare tutte le cose che vuoi, puoi andare a letto con tutti gli uomini di passaggio che ti pare, non sono cose vere. non c'è nessuno che ti possa tenere stretto tra le braccia. ma se esistesse un mondo in cui il vento è un qualcosa che non può essere concepito, allora non se ne sentirebbe neppure la mancanza. non si vivrebbe l'innaturalezza di una sensazione orba.
allora ho creato la mia città. ho eretto il muro e ci ho messo un Guardiano, detentore di tutte le regole del mio mondo. un mondo puro. essenziale.
aprii gli occhi per la prima volta nella mia nuova città e in quell'attimo il suono cessò. un modo innaturale di finire, improvviso, come se qualcuno avesse impugnato un'enorme ascia ben affilata e l'avesse tagliato con un colpo netto. senza nessun preavviso. senza nessuna eco. avevo l'impressione che più che il rumore, l'aria stessa che lo conteneva si fosse dileguata. un silenzio tale da far male alle orecchie riempì l'atmosfera. nei confronti del rumore, di tutti i rumori, possiamo assumere un atteggiamento. ma il silenzio è zero, è nulla. ci circonda, eppure non esiste. quanto può durare la mia permanenza in questa città? indefinitamente. perchè il pensiero non ha tempo. questa è la differenza tra pensiero e sogno. il pensiero in un secondo può vedere tutto. può sperimentare l'eternità. può anche determinare un circuito chiuso e girarvi intorno. il pensiero è tutto questo. non è frammentario come il sogno.
la mia città non ha passato nè futuro. si fa una qualcosa solo perchè si ha voglia di farlo. una cosa che non ha significato, che non ha sbocchi. ma questo non ha importanza. nessuno ha bisogno di significati, nessuno vuole arrivare da nessuna parte. azioni senza uno scopo, sforzi che non portano progressi, percorsi che non hanno una meta finale. nessuno vince. nessuno perde.
del resto nel mondo reale infiliamo una dietro l'altra esperienze nel tempo, e poi non riusciamo più a capire se quel che ne ricaviamo sia frutto del tempo o dell'esperienza. è come cercare di recuperare gocce di pioggia cadute nel fiume.
la mia è una città leale.
la lealtà è un concetto che funziona solo in un mondo limitato, come quello che ho generato. eppure si applica ad ogni cosa. anche se nessuno la desidera, a volte non si ha altro da offrire. in questo senso la lealtà somiglia all'amore. ciò che vogliamo dare è completamente diverso da ciò che ci viene richiesto. proprio per questo tante cose mi sono passate davanti, mi sono passate dentro. forse dovrei avere dei rimpianti, ma non riesco a rimpiangere nulla. tutto è volato via come il vento lasciandomi indietro. ma l'ho desiderato anche io. e nella mia mente è rimasta soltanto una nebbia bianca.
"tu nel futuro sarai molto infelice. però nel complesso cerca di vivere una vita felice".
mercoledì 25 marzo 2009
ancora il tizio
Massive Attack - Teardrop
mercoledì 25 febbraio 2009
avvizzita
martedì 24 febbraio 2009
"Ogni uomo mente,ma dategli una maschera e sarà sincero."Oscar Wilde
Finirò per farmi odiare da te... questo è il problema. Questo pensavo, e forse sta succedendo, o è già successo. Tu non sei mio. Qualcun'altro avanza diritti su di te e io non posso fare altro che fantasticare di averli per me... ma non succederà mai. E mi torturo, immaginando quegli occhi profondi che oramai non si posano sui miei, ma che hanno regalato e forse regalano emozioni a qualcun'altro. E quelle labbra che hanno annientato le mie e delicatamente hanno sfiorato la mia pelle, per sbaglio forse, come posso guardarle baciare un'altra?I tuoi capelli sul mio viso, la schiena liscia che non smetterei mai di accarezzare e il suono delle tue parole. Cosa devo fare per averti e non odiarti... e non odiarmi? Perché è questo che sto facendo ora! Prendermela con me per la mia debolezza, per i miei desideri, per la mia paura... che è diversa dalla tua,lunedì 2 febbraio 2009
Verrà la Morte e avrà i tuoi occhi

questa morte che ci accompagna
dal mattino alla sera, insonne,
sorda, come un vecchio rimorso
o un vizio assurdo. I tuoi occhi
saranno una vana parola,
un grido taciuto, un silenzio.
Così li vedi ogni mattina
quando su te sola ti pieghi
nello specchio. O cara speranza,
quel giorno sapremo anche noi
che sei la vita e sei il nulla.
Per tutti la morte ha uno sguardo.
Verrà la morte e avrà i tuoi occhi.
Sarà come smettere un vizio,
come vedere nello specchio
riemergere un viso morto,
come ascoltare un labbro chiuso.
Scenderemo nel gorgo muti.
C. Pavese
mercoledì 28 gennaio 2009
Empathica nelle terre di Psicha-delìa
capitava che certe volte, di notte, stavo lì a pensare " sentirò una mosca, e sarà quella della mia morte, il mio cuore si fermerà e la mia lingua mi cascherà dentro la gola come un sasso in un pozzo.quante cose hai fatto. quante cose hai fatto e quante ancora avresti fatto, e tutto senza controllo o scrupolo, e così il mondo sarebbe finito, credo, vittima dell'amore più che dell'odio. perchè l'amore è da sempre la più distruttiva delle armi. ora mi sporgo in avanti, e sento un odore che può essere di vecchi fiori o di spezie antiche, e soffio. la cosa che somigliava ancora vagamente ad una testa vola via come la lanugine di un'asclepiade o di un dente di leone. resto avvolta dal crepuscolo viola. ho ancora in bocca il sapore del suo sangue, dolce come vino da dessert. fou. siamo infinitamente consapevoli di essere diversi dalla gente comune. il crepuscolo viola si addensa all'improvviso in un buio totale, poi si rischiara, poi s'infittisce di nuovo. gan fu colui che creò il mondo. emerse dal vuoto e fece il mondo. poi lo spinse con il dito e lo fece rotolare, e così fu il tempo. il tempo: stupido rotolare di pietruzza su terreno polveroso. il ka del mondo razionale ti vuole morto ; quello del prim ti vuole vivo e vuole che canti la tua canzone. accade così che la forza irresistibile corre incontro all'oggetto irremovibile, e per la prima volta dal recedere del prim, tutti i mondi e tutta l'esistenza si rivolgono alla torre che si erge all'estremità dei campi rossi del nulla. persino il re rosso sospende le sue grida rabbiose. perchè sarà la torre nera a decidere. LA RISOLUZIONE ESIGE UN SACRIFICIO. ma sai che non puoi uccidere una creatura che ha ucciso se stessa. mille voci delphiche nella mia/tua testa.
giovedì 22 gennaio 2009
cinque sensi
Cinque sensi. Non uno di più. Questo quanto sono. Tutto ciò che produco deriva da creativi intrecci di sensi. Ogni mio singolo organo vede, sente, annusa, tocca e gusta. Io-corpo. Io-tutto.
Vivo drammi e gioie viscerali di sinestesia.

mercoledì 21 gennaio 2009
sensi
le ginocchia leggermente flesse. le braccia abbandonate lungo il corpo. e il respiro nelle caviglie. il pensiero si espande e finalmente si sposta dalle viscere alla struttura. la mia struttura-la mia bruttura. quello che era. quello che è stato. le labbra si schiudono e lasciano fuoriuscire una nota, sgraziata prima, armonica poi. la mia cassa toracica risuona. il mio corpo vibra.in the flesh? - pink floyd
So ya
martedì 13 gennaio 2009
Dove Crescono Le Rose Selvatiche

ma il mio nome era Elisa Day
perchè mi chiamano così, io non lo so
in quanto il mio nome era Elisa Day
Dal primo giorno che l'ho vista ho capito che era lei
lei mi fissò negli occhi e sorrise
perchè le sue labbra erano del colore delle rose
che crescono lungo il fiume, colore di sangue e follia
Quando lui ha bussato alla mia porta ed è entrato nella stanza
il mio tremore si è fermato nel suo abbraccio sicuro
lui sarebbe stato il mio primo uomo, e avrebbe avuto una mano gentile
pulì le lacrime che scorrevano sul mio viso
Il secondo giorno le portai un fiore
lei era più bella di ogni donna che avessi mai visto
dissi “Sai dove le rose selvatiche crescono
così scarlatte, dolci e libere?”
Il secondo giorno lui arrivò con una rosa rossa,
disse Darai a me la tua sconfitta e il tuo dolore
Io accennai col capo, mentre ero sdraiata sul letto
Lui disse Se ti mostro le rose, tu mi seguirai?
Il terzo giorno lui mi portò al fiume
mi mostrò le rose e ci baciammo
e l'ultima cosa che io udii fu una parola sussurrata
mentre si inginocchiava su di me, con una pietra nel suo pugno
L'ultimo giorno la portai dove crescono le rose selvatiche
e lei si distese sull'argine, il vento leggero come un ladro
e la baciai nel momento dell'addio, le dissi Tutte le cose belle devono morire
e lasciai scendere (la mano) e misi una rosa tra i suoi denti
lunedì 5 gennaio 2009
c'era una volta, poi non c'è più

sabato 3 gennaio 2009
preghiera

Il vecchio e il bambino - Guccini
"Maya vorrebbe essere bella come Proserpina e ridere mentre Plutone la rapisce. Vorrebbe essere Daphne e sentire la linfa scorrerle dentro. Vorrebbe essere Enea e fuggire mentre quella troia brucia."
mercoledì 31 dicembre 2008
Concludere l'anno con un bel premio! Il primo per il mio blog! Già mi meraviglio ogni volta che ricevo un commento... figuriamoci ricevere un premio! Ringrazio xtravaned - autore, tra l'altro di blog esteticamente belli e contenutisticamente interessanti - per avermelo assegnato!!! E colgo l'occasione per sposare il suo dissenso rispetto ai premi utilizzati come invadenti catene di S. Antonio. Premiare un blog, per qualsiasi motivo lo si faccia, è un modo come un altro per omaggiarne l'autore, per dirgli che ti piace ciò che crea; obbligare lo stesso a premiare altri blog (15 nella fattispecie) contribuisce a far girare quest'imago-premi in modo davvero poco sentito!martedì 30 dicembre 2008
ingombranti assenze

Ho sognato di te, che arrecavi pianto ad un'altra e ho divinato che sei quel che so.
Mi riaddormento per scordarti.
Allontanati, figlio di meschini, che ha fatto vanto della sua genie impura.
Svanisci, parto di sangue marcio, lascia i miei sogni liberi dagli schianti e dal tuo cuore traditore e assente.
Ho creduto alle tue parole ladre, quando già altri mi insegnarono che credere è morire.
Inabissati, togli la tua voce, così bella e così impura e così falsa al mio udito, e togli le tue carni, che non hanno bagliori, alla mia vista, e sprofonda con l'anima tua nera negli inferi più spaventosi.
Li conosci bene questi luoghi. Sono il tuo regno.
Ho traghettato speranze nelle terre tue, ma saperle così immorali mi stringe la gola, mi assedia il petto.
Che le nostre strade si separino presto, tanta infamia è offesa al mio spirito.
Carmina Burana
lunedì 29 dicembre 2008
Post-it
Devo ricordare. Devo tenere a mente. Per non incorrere nuovamente negli stessi, soliti, errori.
* Più nulla deve divenire indispensabile per me.
* Mai più permettere a qualcuno di entrarmi dentro e di giocare a suo piacimento con le apparecchiature del mio Dogan.
* Ricercare attivamente il piacere e fuggire da tutte quelle condizioni che creano sofferenza. Quando ciò non è possibile, fare un passo indietro: l'anedonia è meglio del dolore. (non sono più adolescente).
* Avere la forza di rinunciare. Combattere come Don Chisciotte contro di mulini a vento dopo un pò risulta svilente.
*Sapersi arrendere, ma sempre con l'onore delle armi.
* Prima di cominciare un'impresa, essere sempre consapevoli che la vita non è sempre giusta e che non è vero che qualcosa, solo perchè intrinsecamente giusto, prima o poi si realizzerà.
* Ricordare sempre come si fa ad amare, ma mai, mai dimenticare come si fa ad essere amata e, ancor più importante, mai dimenticare come voglio essere amata.
* Investire nelle persone che amo. Disinvestire nelle stesse quando si è toccato il fondo; scavare non serve a niente.
* Essere sempre la priorità di me stessa. Questo è fondamentale.
* Non ricucire gli strappi: i rattoppi sono più brutti da vedere delle ferite aperte.
* Non dare troppo peso alle assenze, anche quando queste sono più rumorose di tutte le presenze che mi circondano.
Devo ricordarmene.
domenica 21 dicembre 2008
TU COSI' PER ME
Italo Calvino
-Il cavaliere inesistente-

venerdì 19 dicembre 2008
giovedì 18 dicembre 2008
C'est la ouate - caroline loeb
il kitsch è liberatorio! ...e meraviglioso!
o forse non facciamo altro che sognarci tutti a vicenda? un intreccio di sogni, un groviglio senza confini, senza fondo?
Sempre più sento svanire il confine tra il mio mondo interiore e l'esterno, fra ciò che sono io stessa a creare e quello che realmente mi sta dinnanzi, finchè non riesco più a distinguere l'uno dall'altro ed inizio ad avvertire il mio animo come qualcosa di esterno e gli oggetti esterni come il mio mondo interno.
Giramondi, funamboli, pompieri, angeli, ciechi, dittatori, donne obese, bambine, principesse si muovono attraverso le mie stanze, palcoscenici, fili sospesi, alberi di navi, deserti, cattedrali, stazioni ferroviarie e creano storie di volta in volta poetiche, bizzarre, assurde, surreali, sinistre... che sul momento sfuggono alle mie interpretazioni troppo razionalistiche.
Soltanto chi lascia il labirinto può essere felice, ma soltanto chi è felice può uscirne.
sabato 13 dicembre 2008
Colui che parla senza un orecchio attento è Muto
Crescente come di campana. Nomi nelle orecchie
Di tutti gli avventurieri persi, miei pari -
Come l'uno era forte, l'altro ardito,
E un altro fortunato, ma tutti persi, perduti!
Un solo rintocco funebre per anni di lutti."
venerdì 12 dicembre 2008
lacrima
umore che stilla dagli occhi.
quando si piange, bisogna farlo da soli, al buio, perchè piangere è un azione che richiede molta intimità. e molto coraggio, a volte. piangere può essere un'ammissione.
altre volte le lacrime sono uno svuotamento, un impoverimento; gocce della propria essenza che, non trovando una collocazione dentro di noi, scappano via, alla ricerca di luoghi in grado di contenerle.

giovedì 11 dicembre 2008
will drive you... MAD!
el tango de roxanne - moulin rouge

sabato 6 dicembre 2008
why does my heart feel so bad - moby
venerdì 5 dicembre 2008
I'm trapped inside

Rondò Veneziano - Mozart
giovedì 4 dicembre 2008
PARANOID ANDROID - RADIOHEAD
martedì 2 dicembre 2008
Tutte le grandi opere sono nate da grandi passioni.
Trasformazione / Cambiamento / Cambia-Mente
domenica 30 novembre 2008

Lou Reed - Perfect Day
venerdì 28 novembre 2008
NESSUNO DI LORO: QUESTA E' LA VERITA'!
MISCELLANEA DI COLORI, PROSPETTIVE ED ATTIMI.
LATITUDINI, INTENZIONI-TENSIONI, SUTURE, E TANTA, TANTA VOLONTA'...
QUESTO CIO' CHE NOI RISERVIAMO PER IL NOSTRO OGGI, E DOMANI...E MARZULLO!
speranza... inevitabilità... tennent's...
giovedì 27 novembre 2008
mercoledì 26 novembre 2008
sono venuta a te nuda e indifesa, come doveva essere. sono venuta a te.

e così....PUNTO.
mettere un punto ad un pensiero condannato unilateralmete ai puntini sospensivi.
mettere un punto alla statico movimento.
mettere un punto alla cristallizzazione dello spazio empirico.
mettere un punto e basta.
è stato un errore.
un'illusione.
uno scherzo, forse.
lo scherzo più reale di tutta la mia esistenza.
o, forse, tutta la mia esistenza ridotta ad uno scherzo. del destino? No, abbiamo detto che quello non esiste.
forse era solo un disegno. uno di quelli che se non li vedi dall'alto (abbastanza in alto) non ne cogli il senso e la perfezione. non so ancora quale sia la fottuta perfezione in questa sorta di crop circle, ma ho bisogno che essa vi sia.
mi costa forze, sudore e sangue, e spero che ne valga la pena.
ne esco a pezzi, lo so. ma in ogni pezzo vi è l'essenza di ciò che ha rappresentato.
l'ho voluto io. ha senso? tanto, nulla ha più senso... neppure io l' ho.
AMORE CHE VIENI DA ME FUGGIRAI
AMORE CHE FUGGI DA ME TORNERAI
amore... sti cazzi!
maya si scioglie in un immaginario e reale lago di acqua salata.
martedì 25 novembre 2008

domenica 23 novembre 2008

venerdì 21 novembre 2008
ecco: mostro il mostro
unghie sulla lavagna. stridore. stridore. stridore. sensazione di vuoto da montagne russe. cosa farne di me?. cosa fare di quest'aria maleodorante. di questi tessuti morti. di questo sangue denso. cosa farne di me. della mia inutilità. del mio cibarmi di me stessa. della mia scimmia. della mia assenza. della mia ingombrante presenza. cosa fare per me. per me. me. è tutto pesante. io sono pesante. i miei arti lo sono. e i miei occhi non vedono. non più. non c'è nulla aldilà di questo attimo. non c'è nessuno che possa trarmi in salvo. sono una marionetta con i fili abbandonati al suolo. non ho più parole. ho pensieri, talvolta, ma hanno l'immediatezza delle sensazioni corporee e delle immagini. sono grugniti a colori. sono urla strozzate in gola. sono il NON-ESSERE. non c'è neppure l'eco. neppure una fittizia risposta. famelici universi cannibali che si divorano l'uno con l'altro, l'uno all'interno dell'altro, tutti in me. sono un essere deforme con al suo interno deformità e difformità. il dio del dolore ha rapito il mio animo per il suo diletto, e lo fa a brandelli. spettatrice di questa violenza, io. spettarice pagante per assistere, affamata, allo smembramento di me stessa. permeabile ed impermeabile, io, vivo la mia stessa iconoclastia. indifferente. affondo, avvolta in un pesante drappo di velluto rosso, in una profonda fossa nella terra umida e odorosa, già piena di ospiti indesiderati. ma qui, ora, l'ospite in-desiderato sono io.GRAND FUNK RAILROAD - inside looking out
giovedì 20 novembre 2008
domenica 16 novembre 2008
vai allora. ci sono altri mondi oltre a questo.
All through the world i'm bound to ramble
I have no friends to show my way...

sabato 15 novembre 2008
ruminazioni ossessive


giovedì 13 novembre 2008
RECRIMINAZIONI
My friends all drive Porsches, I must make amends.
Worked hard all my lifetime,
no help from my friends,
So Lord, won’t you buy me a Mercedes Benz ?
Oh Lord, won’t you buy me a color TV ?
Dialing For Dollars is trying to find me.
I wait for delivery each day until three,
So oh Lord, won’t you buy me a color TV ?
Oh Lord, won’t you buy me a night on the town ?
I’m counting on you, Lord, please don’t let me down.
Prove that you love me and buy the next round,
Oh Lord, won’t you buy me a night on the town ?
Everybody!
Oh Lord, won’t you buy me a Mercedes Benz ?
My friends all drive Porsches, I must make amends,
Worked hard all my lifetime,
no help from my friends,
So oh Lord, won’t you buy me a Mercedes Benz ?
That’s it!
- J.J. -
mercedes benz - janis joplin
martedì 11 novembre 2008
MONADI E MENADI


Sono una donna in preda alla frenesia estatica e invasata da Dioniso, il dio della forza vitale.

Ballo in Fa Diesis Minore. Sono Io La Morte - Branduradi
domenica 9 novembre 2008
MERAVIGLIA
Resto sempre sorpresa, meravigliata, come un bambino dinnanzi ad un carretto di caramelle colorate e morbide, quando chi credi di conoscere ma che credi non ti conoscerà mai, ti propone nella sua ingenuità parti di te che pensavi essere riservate a te stessa e a pochi altri eletti.
- NOI SIAMO PER TE COME I COMPITI PER LE VACANZE
Che presunzione la mia...
Epoca di grandi cambiamenti, questa. Ho bisogno, però, di un'enorme concentrazione per non far stagnare questi movimenti dell'essere all'interno di me stessa. Ho bisogno di metterli in pratica. Ho bisogno di attuare.


Sarò sempre un MATTO con le modalità da BAGATTO
Non sei naturale. Cosa è un Essere Naturale? Un Essere Naturale E'. Colui che si pone al mondo senza mutazioni. Un essere morto, dunque, se le mutazioni, continue e sovrapposte sono parte integrante di quella maratona che chiamiamo vita. Non sei morto, quindi. No. No? No, ti ho detto. A volte lo credo, l'ho creduto, ma poi è la stessa onda che ha tentato di annegarti a riportarti su. A darti quell'attimo di ossigeno che può significare tutto. La vita, la morte.
Che meraviglia il meravigliarsi!
Non voglio farmi assorbire dai cataclismi epocali. Non più. Essi sono atti a distruggere - e da lì si può ricostruire a piacere, lo ammetto, ma pur sempre di distruzione si tratta - mentre il mio spirito creativo vuole alimentarsi di mattoni e cemento e sudore e vino. Un muratore, con la consapevolezza di uno sciamano.
Voglio crescere come papavero, bellissimo e fragile, tra le crepe dell'asfalto. Vaffanculo alle camelie! Vaffanculo ai dervisci! Ho la potenza delle falene generate dalla mia bocca!

martedì 4 novembre 2008
DISILLUSIONE

chick habit - april march
lunedì 3 novembre 2008
SPOSSATEZZA

"Non ho tempo. Per questo lo guardo passare, è il mio passatempo. L'aspetto da solo nella sala di bell'aspetto che ripassi, che torni indietro sui suoi passi. Ma il tempo è ormai passato, a volte remoto, lontano nel tempo. Il tempo è infinitesimale, piccolo, minuto, secondo a nessuno. Il tempo c'era prima della notte dei tempi, quando nessuno ancora si chiedeva: che tempo che fa, a che ora? Ti accorgi della sua presenza solo quando è già trascorso e trapassato, e non puoi fermarlo. Per quanto corri non riesci mai a precorrerlo. Ogni cosa ha il suo tempo e tu il tuo: nasci, cresci, muori, tocchi ferro. Il tempo è così. Quando va bene è, e sei sereno, quando va male è temporale, come il potere. Ma il mio tempo è scaduto e in frigorifero non ce n'è dell'altro. Solo il tempo di un consiglio d'Egitto: se un giorno viaggerete nel tempo portatevi una ventiquattrore." (Guido Penzo)
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amatevi - agricantus
domenica 2 novembre 2008
L'ULTIMA TUA PROVA SARA' LA MORTE

le tue intenzioni, una 44 magnum nelle mani di un bambino.
ogni tua espressione viene a me tagliente come un bisturi che incide incondizionatamente pelle, tessuti, carne... fino ad esporre gli organi agli occhi degli indiscreti.
ho tentato di prendere energia dal sole, come una sorta di ufo robot de' noartri...
la mia sensazione? vestirmi, profumarmi, truccarmi e depilarmi per un incontro che viene disdetto all'ultimo momento. ti guardi allo specchio e sembri più vecchia di 50 anni. una caricaura piena di belletti che non riescono a ricoprire le rughe e le cicatrici. traggo il mio vestito rosso, quello bello, dalla naftalina (è pieno di buchi... le tarme ci hanno banchettato, ma io non me ne accorgo); -che potenza ha il "puntoevirgola", quella di un pensiero concluso che lascia spazio ad ulteriori approfondimenti- che strazio provare ad indossarlo! a che strazio mi sottopongo!
ma tanto tu mi lasci lì, a guardare l'orologio, le ore che scorrono, e a cercare scuse che lascino a me una dignità e a te il senso del tuo essere, per me.
ASPETTA-tive deluse.
tutto torna all'idea dell'attesa.
sogni, segni, signi-ficati
rispetto al sogno sono certamente Frank-N-Furter
seguendo la linea delle mie associazioni, invece, di sicuro mi toccherebbe il ruolo di Columbia!
time warp - the rocky horror picture show
sabato 1 novembre 2008
-graffi_
Mi rintano, allora. tra musica e fumo e matite. la musica entra dentro di me, fuoriesce sotto forma di fumo dalla mia bocca e si imprime nella realtà materiale con le sembianze di linee su fogli ruvidi. sono in ascolto, ma quello che sento non mi piace, non lo tollero.
Solo versi gutturali si propagano da me alle orecchie del mondo. Sento la mia melodia, ma deve esserci un errore di codifica.
Correre, scappare non serve più, lo so da tempo. Ignorare, neppure... e poi lo strappo è così forte che non ne sarei in grado.
Ogni sussurro di ogni ora in cui sono sveglia scegliendo le mie confessioni tentando di mantenere un occhio su di te come uno sciocco ferito, perduto e accecato. Oh no, ho detto fin troppo, l'ho voluto io. (losing my religion- -REM)
A cosa serve ri-conoscersi, se poi nessuna stramaledetta camelia cresce sul muschio del tempio? se nulla, proprio nulla sopravvive. mai. mai, per me.
Lo spazio si dilata fuori di me. e rende tutto troppo lontano per poter essere toccato.Lo spazio si dilata dentro di me.
Una rarefatta immagine di me stessa mi guarda con diffidenza.
Ho perso la pazienza.
Ora ho graffi di odio per la tua mano.








