giovedì 30 ottobre 2008

LASCIAMI LECCARE L'ADRENALINA

L'arroganza è un corpo straziato che si espone ai miei occhi in tutta la sua cruda nudità.


LIVIDO LIVORE



  • LIVIDO: si dice del colore bluastro che assume la pelle umana per effetto di colpi, contusioni.

  • LIVORE: sentimento di aspra e sorda invidia.

-forse non è proprio legale sai, ma sei bella vestita di lividi-



lasciami leccare l'adrenalina - afterhours

Il dolore è una sensazione. SENSAZIONE-SENZA/AZIONE. PRIVAZIONE-PRIVO/(di)/AZIONE.


E' un taglio. E' profondo. Prendi il divaricatore. Non fa più male, non così tanto. -Guardaci dentro. Vedi qualcosa? -Sì, qualcosa si muove lì dentro. Non riesco a distinguere bene. C'è qualcosa. C'è qualcosa. Si agita.


CAN I HELP YOU? Sì, VORREI IL MAGLIONE VERDE MELA, GRAZIE. THIS ONE? NO, THE OTHER ONE, PLEASE.


La mia mente come scaffali pieni di maglioni colorati. C'è il cliente che vuole l'unico che io non ho. Gli altri si servono indisturbati. A me, la chiusura di cassa.



Oggi un paziente mi ha detto di essersi reso conto che nella sua vita non ha fatto altro che aspettare. A me è venuto in mente ASPETTANDO GODOT. Ho pensato a me come a chi aspetta qualcuno che non arriverà. Poi ho capito. Ho capito che io sono il mio Godot. Io, protagonista della mia vicenda umana, il grande assente. Una rappresentazione dell'assurdo. Giona pesca nella pancia della Balena.

mercoledì 29 ottobre 2008

nellamiaTestaNellaMIATESTAnellamiatestanellaMIAtesta



RumoreassordantetrafficjamètuttounapoltigliaincasinataSolutoesolvente-DIS/SOLVENZA-ABBASTANZA-APPARENZA-NELLEMIESTANZE.
le mie stanze
le tue stanze
COME LENZUOLA DI CARTA ABRASIVA SULLA PELLE così io.
Un silenzio tanto rumoroso non l'ho mai sentito...OSSIMORO-ANTITESI-TESI-ANTITESI-SINTESI ...Ah, la Sintesi...
Un silenzio tanto sgraziato non l'ho mai sentito


silence is sexy - einsturzende neubauten

Sento o non sento? Ci fai o ci sei? Dentro o fuori? Mare o Montagna????????????????
VOGLIODELLEPINZETTEDAORAFOPERMANEGGIAREIMIEIPENSIERI. Aggiustare i meccanismi della mente come fosse un orologio a cucù.
Ottenere la moksha. Trascendere. da tempo, spazio. Liberarsi. strappare questo fottutissimo velo. ESSERE. non più tra parentesi.
ESCATOLOGIA - detto lentamente e scandendo bene le parole - Dottore, Dottore, Dottore... quanti dottori ci sono su questo pianeta (ah, Prot, quante ne sai tu).
UN CAFFE'. caldo e profumato. è quello che ci vuole.

lunedì 27 ottobre 2008

Io amo Heathcliff, io odio Heathcliff, io SONO Heathcliff"

"(...) cosi' lui non sapra' mai quanto io lo ami: e questo non perche' e' bello, ma perche' lui e' piu' me di me stessa. Di qualsiasi cosa siano fatte le anime, la sua e la mia sono simili; Le mie grandi pene a questo mondo sono state le sue, le ho vissute una ad una dall’inizio; la sola ragione di vivere per me e' lui. Se tutto il resto perisse, e lui rimanesse, io continuerei ad esistere; e, se tutto il resto rimanesse e lui fosse annientato, l'universo si cambierebbe per me in un'immensa cosa estranea; non mi parrebbe piu' di essere una parte di esso. (...) il mio amore per Heathcliff somiglia alle eterne rocce che stanno sottoterra: una sorgente di gioia poco visibile, ma necessaria. Nelly, io sono Heathcliff! Lui e' sempre, sempre nella mia mente; non come un piacere, come neppur io sono sempre un piacere per me stessa, ma come il proprio essere..." (Whutering Heights)


video

Wuthering Heights - Kate Bush

Parlo di me, parlo di te


Parlo di me… parlo di te…
Più volte, invano, cercando di riordinare i disordinati frammenti della mia vita, ho provato a tracciare un confine, un limite da porre alle sensazioni che confuse, bramose, si affannano e rincorrono nel mio cuore, fino a raggiungere rapidamente ed altrettanto inesorabilmente la mia mente. Più volte, invano, ho cercato di frenare quello scorrere di emozioni che mi assalgono, mi disorientano, che spesso, con una inconsapevole violenza mi conducono verso errori, distrazioni; è come se ogni volta che una emozione mi toccasse, la sentissi lentamente fluire, fino quasi a stringermi qualcosa nel petto, provocando un momento di blocco totale della mia capacità di agire, lasciandomi inerte. Per un attimo, un attimo solo, un crudele attimo: un istante. Eppure molte volte ho tentato di tenere più a lungo quell’istante per me; molte volte ho tentato di custodire gelosamente ogni emozione per rievocarla poi in seguito. Non ci sono mai riuscita. Ho provato a racchiudere i momenti in cui quel brividi che solo la vera felicità, emozione pura tanto quanto evanescente, mi ha attraversata; ho provato a stipare in maniera coerente quel misto di stordimento, eccitazione, aspettativa, frutti caduchi delle mie esperienze; ed ancora ho provato a conservare quelle emozioni che ho potuto condividere solo con me stessa. Oltre la bieca amarezza che deriva dal non riuscire in questo mio tentativo di incasellare e spiegare e conservare le emozioni, resta un vuoto. Mi accorgo però che ciò non è effettivamente reale. Il vuoto è colmato da ciò che, in svariate occasioni, le emozioni hanno implicato: i sentimenti. Come le emozioni stesse, i sentimenti erano per me una grande incognita

io, me



La Verità è che la Verità cambia
(Nietzsche)