mercoledì 25 febbraio 2009
avvizzita
le tue braccia non sono le sue. le sue sono forti, presenti e mi cercano. le tue sono, erano, e per me sempre saranno braccia di contorsionista che abbraccia se stesso. cerco di sentirmi viva, ora, tra le sue di braccia. nelle mie braccia, nelle mie dita, non c'è più amore, e sarà difficile ce ne sia di nuovo; ma le mie dita seguono le splendide linee del suo corpo, muto, e si riempono di gioia estetica, quando vorrebbero farlo di gioia estatica.
Non è quello che dici: è quello che non dici.
Non un’ombra di trasalimento, un bisbiglio di eccitazione.
Questo rapporto ha la stessa passione di nibbi reali.
Voglio che qualcuno ti travolga, voglio che tu leviti, voglio che tu canti con rapimento e danzi come un derviscio.
Abbi una felicità delirante o almeno non respingerla.
(vi presento joe black)
io il trasalimento l'ho provato con te. sono stata posseduta da un derviscio e come lui ho danzato fino a perdere i sensi. hai bevuto fino alla mia ultima stilla vitale e poi ti sei girato dall'altro lato, dimenticandoti di me, agonizzante. guardandomi con sdegno perchè non avevo più nulla da offrirti. nulla si è rigenerato da allora, in me. e nulla c'è ora in me, per me e per lui. poco mi importa per lui (e di lui), tanto è ingombrante il vuoto che echeggia dentro di me. sterile, avvizzita, ormai. e allora fingo; fingo di vivere, così, per non perderci l'abitudine.
martedì 24 febbraio 2009
"Ogni uomo mente,ma dategli una maschera e sarà sincero."Oscar Wilde

perché tu hai paura di vivermi, io di perderti!
Quanti tempi verbali rileggendo queste parole, tutti insieme, in un marasma che finge di essere eternità ma che ri riduce solo a caos.
Poi ho capito.
Il segreto consiste nel sapere che la tua vera natura vive, perfetta come un numero non scritto, contemporaneamente dappertutto, nello spazio e nel tempo.
lunedì 2 febbraio 2009
Verrà la Morte e avrà i tuoi occhi

Verrà la morte e avrà i tuoi occhi-
questa morte che ci accompagna
dal mattino alla sera, insonne,
sorda, come un vecchio rimorso
o un vizio assurdo. I tuoi occhi
saranno una vana parola,
un grido taciuto, un silenzio.
Così li vedi ogni mattina
quando su te sola ti pieghi
nello specchio. O cara speranza,
quel giorno sapremo anche noi
che sei la vita e sei il nulla.
Per tutti la morte ha uno sguardo.
Verrà la morte e avrà i tuoi occhi.
Sarà come smettere un vizio,
come vedere nello specchio
riemergere un viso morto,
come ascoltare un labbro chiuso.
Scenderemo nel gorgo muti.
C. Pavese
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