domenica 31 maggio 2009

la fine del mondo

con il passare del tempo aumentano le cose che non riusciamo più ad aggiustare. ci si stanca.
con il passare del tempo sono sempre meno le cose in cui si ha fiduacia. come succede per i denti. a forza di strofinarci sopra si consumano. non è che si diventi cinici, e nemmeno scettici, semplicemente ci si consuma.
allora ho pensato di vivere dentro me stessa. in una città ideale dove la gente vive senza ombra e senza sentimenti, circondata da un muro, al riparo da qualcunque emozione. perchè la perfezione è pensabile solo senza emozioni. e la mia è una città perfetta.
c'è il muro di cinta. solo gli uccelli possono scavalcarlo. tra un mattone e l'altro non c'è cemento. non ce n'è bisogno. i mattoni combaciano perfettamente. non ci passerebbe nemmeno un capello. nessuno può danneggiare questa muraglia. nè scalarla. perchè è perfetta. da qui nessuno può uscire. all'inizio è dura, ma bisogna avere pazienza. dopo verrà la salvezza. devo solo attendere che la mia ombra, recisa da me ,ultimo legame con le mie passioni, muoia. allora non conoscerò più l'angoscia nè il dolore. sparirà tutto. anche il senso del provvisorio non significherà più nulla. devo dimenticare la mia ombra, portatrice del mio cuore, della mia umanità. qui è la fine del mondo, da qui non si va da nessna parte.
questa città è nata dal nulla. è stata partorita dall'assenza. il vuoto generatore.
ricordo che in una calda sera d'estate, non molto tempo fa, non c'era nessuno ad abbracciarmi. se non c'è l'amore, ho pensato, il mondo è come se non esistesse. un mondo senza amore è come un vento che soffia fuori dalla finestra. non lo si può sentire sulle mani, non se ne percepisce l'odore. puoi comperare tutte le cose che vuoi, puoi andare a letto con tutti gli uomini di passaggio che ti pare, non sono cose vere. non c'è nessuno che ti possa tenere stretto tra le braccia. ma se esistesse un mondo in cui il vento è un qualcosa che non può essere concepito, allora non se ne sentirebbe neppure la mancanza. non si vivrebbe l'innaturalezza di una sensazione orba.
allora ho creato la mia città. ho eretto il muro e ci ho messo un Guardiano, detentore di tutte le regole del mio mondo. un mondo puro. essenziale.
aprii gli occhi per la prima volta nella mia nuova città e in quell'attimo il suono cessò. un modo innaturale di finire, improvviso, come se qualcuno avesse impugnato un'enorme ascia ben affilata e l'avesse tagliato con un colpo netto. senza nessun preavviso. senza nessuna eco. avevo l'impressione che più che il rumore, l'aria stessa che lo conteneva si fosse dileguata. un silenzio tale da far male alle orecchie riempì l'atmosfera. nei confronti del rumore, di tutti i rumori, possiamo assumere un atteggiamento. ma il silenzio è zero, è nulla. ci circonda, eppure non esiste. quanto può durare la mia permanenza in questa città? indefinitamente. perchè il pensiero non ha tempo. questa è la differenza tra pensiero e sogno. il pensiero in un secondo può vedere tutto. può sperimentare l'eternità. può anche determinare un circuito chiuso e girarvi intorno. il pensiero è tutto questo. non è frammentario come il sogno.
la mia città non ha passato nè futuro. si fa una qualcosa solo perchè si ha voglia di farlo. una cosa che non ha significato, che non ha sbocchi. ma questo non ha importanza. nessuno ha bisogno di significati, nessuno vuole arrivare da nessuna parte. azioni senza uno scopo, sforzi che non portano progressi, percorsi che non hanno una meta finale. nessuno vince. nessuno perde.
del resto nel mondo reale infiliamo una dietro l'altra esperienze nel tempo, e poi non riusciamo più a capire se quel che ne ricaviamo sia frutto del tempo o dell'esperienza. è come cercare di recuperare gocce di pioggia cadute nel fiume.
la mia è una città leale.
la lealtà è un concetto che funziona solo in un mondo limitato, come quello che ho generato. eppure si applica ad ogni cosa. anche se nessuno la desidera, a volte non si ha altro da offrire. in questo senso la lealtà somiglia all'amore. ciò che vogliamo dare è completamente diverso da ciò che ci viene richiesto. proprio per questo tante cose mi sono passate davanti, mi sono passate dentro. forse dovrei avere dei rimpianti, ma non riesco a rimpiangere nulla. tutto è volato via come il vento lasciandomi indietro. ma l'ho desiderato anche io. e nella mia mente è rimasta soltanto una nebbia bianca.

"tu nel futuro sarai molto infelice. però nel complesso cerca di vivere una vita felice".
(i fratelli karamazov)


9 commenti:

cavaliererrantesullenuvole ha detto...

sono tornato non so quanto durerà non è molto lontana la tua città dal mio essere..sono mura e sensazioni che già conosco..a volte ho paura di esse mi soffoca ma meglio forse la paura di non continuare a morire...
con stima taxi driver

Lorenzo ha detto...

Nella mia città ideale, la solitudine è l'eccellenza.
Gli altri esistono, ma si cercano senza nessun fine, se non quello di condividere...la solitudine.

xtravaned ha detto...

Non tarderai ad abbattere il muro che tu stessa hai costruito!

Stregatto ha detto...

che parola difficile lealtà. Come amore.. manifesta significati che ormai secondo me son sconosciuti.
Sappiamo davvero che diciamo?
Lealtà dovrebbe portar con se sincerità; ma questa alle volte crea reazioni opposte a quelle proposte da chi se ne fa portavoce..
Che compito difficile quello del profeta.

Tua madre Ornella ha detto...

Tutte cose purtroppo da ri-scoprire!
Un saluto
Ornella

Fatina ha detto...

Molti anni fà sono entrata nella città dietro le mura. E del muro di cui parli ne ho grande esperienza. Tutto si poteva affrontare, nel castello inespugnabile. Niente superava il muro di cinta del "Paese del Niente" e tutti gli avvenimenti erano flebili rumori senza volto. Ma il male che mi sono fatta in questo modo è stato molto più devastante di tutto ciò che ho chiuso fuori.

Anonimo ha detto...

Mettere un riferimento al libro no??? Vuoi metterti nei panni di Murakami senza riconoscergli il merito?

Maya ha detto...

@ anonimo:
vengo a te con il capo cosparso di cenere... ma lungi dall'indebita appropriazione il mio era un semplice riconoscersi in scenari che appartengono alla fantasia di chiunque li viva. il riferimento c'è, a ben vedere, tra le mie letture.
un nome no?
ciao

taxi driver ha detto...

ciao mi piacerebbe ritrovarti tra i miei blog con stima taxi driver